Paolo  MiccichèRegista | Visual Director | Projection Designer


Si è laureato in Storia della Musica all’Università di Milano, insegna recitazione per Cantanti al Conservatorio di Siena e in diverse Masterclasses nelle più importanti Università italiane sul tema della Scenografia Virtuale. E’ un pioniere nell’uso delle nuove tecnologie in spettacoli operistici nei grandi spazi e si è specializzato in un nuovo linguaggio visuale dove la Scenografia si scompone nella Grafia di un sistema di immagini in movimento applicate alla Sceno, supporto neutrale pronto ad accoglierle.

Ha debuttato nel 1985 come Regista a Santiago del Cile con il “Così fan tutte” di Mozart, con le scene e i costumi del suo maestro Beni Montresor. La collaborazione con Montresor porta subito dopo al successo della produzione high- tech di “Hansel and Gretel” di Humperdink al Grand Opera di Houston. Su questa base Miccichè comincia la collaborazione con Operama le cui produzioni operistiche vengono rappresentate in luoghi grandi e non convenzionali e sono caratterizzate dall’uso da potenti e sofisticate macchine per proiezione. Come Visual director di Operama Micciché firma produzioni innovative di “Nabucco” e “Aida”, rappresentate in molte città europee tra cui Bruxelles, Siviglia, Lisbona, Amsterdam, Zurigo, Londra, Helsinki, Copenhagen.

Nel 1996 firma una produzione di “Pagliacci” e “Cavalleria rusticana” al Grosses Festspielhaus di Salisburgo, caratterizzato da una sorte di dialogo tra le immagini proiettate e la scenografia tradizionale. Nel 1999 invece mette in scena “Madama Butterfly” all’Arena di Verona, introducendo in Italia questo nuovo linguaggio visuale: uno spettacolo realizzato esclusivamente da grandi proiezioni dinamiche e moving lights. Un altro importante step è il suo debutto come Regista e Visual director alla Washington Opera nel 2003 con “Aida” e “Norma” rappresentate nella sala polifunzionale della Constitution Hall. Queste acclamate produzioni vengono riproposte: “Aida” alle Terme di Caracalla a Roma, diretta da Placido Domingo e “Norma” al Teatro Carlo Felice di Genova.

Allo stesso tempo Miccichè sviluppa un nuovo genere di Performing Art: il visual live show architetturale dove sia un piazza storica che un edificio particolare possono diventare il set “naturale” per uno spettacolo visivo. Con “Farinelli, estasi in canto” Miccichè “dipinge” l’Ara Pacis di Roma: altare sacro e profano del tragico destino personale del castrato Farinelli. “Cavalleria Rusticana”, “Macbeth” e “Romagnificat” sono invece, tra gli spettacoli outdoor, i più importanti raggiungimenti. Il capolavoro di Mascagni – realizzato per il Teatro Lirico di Cagliari – viene rappresentato in una vera piazza italiana con proiezioni che trasformano la chiesa del Libretto in un mondo visivo altamente poetico. L’artwork per il “Macbeth” di Verdi, dopo la produzione completa al Kennedy Center per la Washington Opera, diventa un visual show architetturale di 20 minuti, che mette insieme Verdi e Shakespeare proiettando sulle facciate di una Villa a Bologna e, in Australia, sull’Università di Sidney. “Romagnificat 2009 and 2010” sono invece spettacoli originali creati per celebrare il Natale di Roma. Per l’occasione i muri e le facciate di Piazza del Popolo del Mercato di Traiano vengono dipinti in uno show di 40 minuti che include, in ambedue i casi, una versione spettacolare del “Dies Irae” di Verdi&Michelangelo; un brano estratto dall’Oratorio Visivo “Il Giudizio Universale” commissionato e rappresentato a Cannes al Palais des Festivals e poi al Kremlin State Palace di Mosca alla fine del 2012.

Con “Il Giudizio Universale/The Last Judgment” Paolo Miccichè vince l’edizione italiana dell’ eContent Award 2012 (categoria eCulture and Heritage).




Rossana Tosto
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