• ANNA CUOCOLO / Danza e Spiritualità

Coreografa di tendenza spiritualista

Anna Cuocolo è definita dalla critica internazionale "coreografa di tendenza spiritualista". A seguito dei titoli conseguiti presso l'Accademia delle Belle Arti di Roma e successivamente all'Accademia Nazionale di Danza, il suo percorso coreografico nasce e si sviluppa attraverso la ricerca del movimento e la gestualità plastico - pittorica. Studia sceneggiatura cinematografica con Age e Suso Cecchi d' Amico. Conduce dal 1997 laboratori teatrali presso il Centro Universitario Teatrale di Perugia diretto da Roberto Ruggeri. L' incontro con lo storico dell' arte Vega de Martini, con la quale progetta eventi in luoghi di richiamo storico e architettonico, e successivamente con il visual director Paolo Miccichè è stato significativo per le sue recenti creazioni. Ha ricevuto il Premio Positano "Léonide Massine" per l'arte della danza (2003). E' menzionata nel Dizionario della Danza e del Balletto, Gremese Editore (2011). Attualmente è docente di Arte Scenica presso il Conservatorio di Musica "Fausto Torrefranca" di Vibo Valentia. Nel suo repertorio: "Pathos ed Estasi", "Passioni Sangue e Anima", "Lorenzo Ceneri e Ardori", "Crepuscolo e Resurrezione", "Farinelli. Estasi in Canto", "Aida" e "NotteAmore - Apollo et Hyacinthus", "Salomé". Hanno scritto di lei: Alberto Testa (La Repubblica), Lorenzo Tozzi (Il Tempo), Pietro Acquafredda (Il Giornale), Francesca Bernabini (Il Corriere della Sera), Jan Enslick (General Anseiger), Giuseppe Grieco (Gente), H.D. Terschuren (Bonner Rundfschau), Rossella Battisti (L' Unità), Hans Joas (Klein Zeitung) Elisabetta Ceron (Il Messaggero Veneto), Andrea Di Nicola (Il Tempo), Maurizio Modugno (Balletto Oggi, Musicalia), Kate Clanchy (The Scotsman), Fernando Bevilacqua (La Voce Repubblicana), Roger Salas (El Pais), Chiara Rebellato (La Danza), Andrea De Nicola (Il Tempo), Claudio Ferroni (Il Corriere laziale), Rafael Besteban (El Mundo), Sergio Garbato (Il Resto del Carlino), Paola Tenaglia (Città), Cristina Targa (Il Gazzettino), Franco De Simone (La Gazzetta del Mezzogiorno), Vittoria Ottolenghi (L'Espresso, Il mattino).